nelle altre piscine

Lo scavo

Rachel e Tommy sono in cortile a scavare per cercare il padre. Ieri sera, non sapendo dove fosse, né se sarebbe tornato, ho detto loro che era in viaggio d’affari a Madrid. Chuck era incline a sparire, ma persino per lui era passato un po’ di tempo. Di solito aveva bisogno di concedersi solo una notte per rotolarsi nell’erba e pisciare sulle querce e sugli olmi dell’area verde che si staglia a est della linea di ghiaia di Dexter Road. Si svegliava bagnato di rugiada, con la terra incrostata tra le trame dei vestiti e zoppicava fino a casa, le vecchie articolazioni intirizzite dalla notte passata al freddo. Non era un alcolizzato. Neanche un po’. Infatti, durante la gran parte delle sue uscite, non credo toccasse nemmeno un goccio. Qualche volta beveva del bourbon, ma era più che altro un gesto sociale. A volte, semplicemente, lo prendeva l’impulso di stare in mezzo alla natura. Costruiva un capanno e ululava alla luna come un ragazzino; lavorava senza posa per accendere un falò con ramoscelli umidi e tronchi marci; scavava una buca per le proprie feci, quando necessario. Masticava aghi di pino per nutrirsi e mangiava formiche, per via del loro sangue acido. Diceva che avevano lo stesso sapore delle Starbursts. Io me lo sono sempre immaginato intento a spazzare via le ragnatele come Indiana Jones. Una notte. È tutto ciò che gli sia mai servito. Poi tornava a casa e andavamo avanti.
Ma sono passati tre giorni. Settantadue ore a chiedersi se stavolta ne sarebbe mai venuto fuori. A quest’ora potrebbe essere a fare l’autostop verso il sentiero degli Appalachi. Non mi sorprenderebbe.
La mia spiegazione per l’assenza di Chuck non ha impedito ai bambini di volerlo vedere. Si sono trascinati fino al vecchio mappamondo infilato tra la libreria e la finestra del suo studio. Il globo gira su un supporto di legno laccato pieno di tacche distanti mezza dozzina di scatti. Una reliquia proveniente dalla soffitta di suo nonno.
Dopo aver localizzato Madrid e aver calcolato la distanza, Rachel e Tommy hanno elaborato varie strategie per ricongiungersi con il padre. La mongolfiera è diventata in breve la possibilità più gettonata. Tuttavia, Rachel, essendo spaventata dall’altezza, ha proposto macchine da corsa che si trasformano in sottomarini. Le biciclette sono state approvate per poi venire accantonate nello spazio di una frase. Alla fine, hanno concluso che sarebbe stato più sicuro evitare l’infida geografia che li separava, il che aveva reso l’ipotesi di scavare un tunnel la strada più logica e efficace fino alla Spagna.
Al mattino, una ventata d’aria fredda mi aveva investito i piedi, mentre sbirciavo attraverso le tendine. Prima, noi tre avevamo consultato una vecchia mappa, disegnata da un topografo, raffigurante il nostro mezzo acro. Insieme, avevamo scelto un punto che non avrebbe danneggiato la fossa biologica, il sistema di irrigazione o i fili dell’elettricità. Avevamo anche concordato di tenerci alla larga dalle radici degli alberi e dalle aiuole. Non avrebbe avuto senso raddoppiare il lavoro.
Tommy aveva infilato una trivella nel buco poco profondo che avevano scavato, mentre Rachel sedeva su una pila di sassi dissotterrati, ammirando il lavoro del fratello. Mentre li guardavo, il rumore della porta del garage aveva riverberato attraverso la casa. Potevo già immaginarlo, mentre se ne andava in giro con addosso la puzza di pino bruciato. Saranno così felici adesso, ho pensato. Non dovranno più spostare la terra per lui.

Aram Mrjoian

traduzione di Giulia Zorat

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