Tuffi liberi

Appunti dalla miniera

Poi era venuto suo padre, Nicolas Maheu detto il Rosso che, all’età di appena quarant’anni, aveva perso la vita nel Voreux proprio mentre lo stavano scavando: un crollo, un cedimento di grandi dimensioni, e la terra aveva bevuto il suo sangue e masticato le sue ossa. Anni dopo anche due suoi zii e tre fratelli avevano trovato la morte nel pozzo. Lui, invece, Vincent Maheu, ne era uscito più o meno indenne, soltanto un po’ malfermo sulle gambe, e poteva dirsi più che fortunato.
Zola, Germinale

Un minatore, giocando a carte, dopo aver già puntato l’orologio d’ottone e non avendo null’altro da puntare, decise di giocarsi il piccone. Perse. Senza piccone non poté più andare al lavoro. In miniera.

Silicosi:
[si-li-cò-ʃi] n.f. invar.
(termine med.) malattia polmonare provocata da una prolungata esposizione alla polvere di silice a cui sono esposti minatori, lavoratori del vetro ecc. / derivato di silice, col suffisso –osi.
Dizionario Garzanti della Lingua Italiana.

Gli zingari rubano i bambini. Lo dicono le mamme con ansia. Hanno ragione.

ESPOSIZIONE DEI FATTI:
Il capo della miniera di diamanti aveva i capelli lunghi e unti e portava sempre in testa un cappello da cowboy. Girava per la città su una bicicletta rossa e ogni notte beveva bloody mary all’osteria dell’angolo.
Tre mesi prima aveva licenziato tutti i suoi minatori mandando sul lastrico quaranta famiglie: quaranta padri di famiglia ormai disperati.
Nonostante avesse licenziato tutti ogni notte in città si continuava a sentire il rimbombo dei colpi di piccone alla miniera. Ma nessuno capiva. Chi mai poteva essere? Chi mai aveva potuto assumere?
Il capo della miniera col cappello da cowboy aveva assunto quattro brutti ceffi, avanzi di galera e assassini, che aveva messo a guardia dell’entrata della miniera. Avevano l’ordine di sparare a vista a chi avesse tentato di entrare.

RISOLUZIONE PROBLEMA:
Il capo della miniera, vestito da cowboy e coi capelli unti, una notte aveva incontrato all’osteria dell’angolo uno zingaro slavo. Lo zingaro aveva i baffi a manubrio e tutti i denti d’oro. Lo zingaro si era avvicinato, si era seduto al tavolo del capo della miniera e senza preamboli gli aveva detto: “Tu offri me quarto di vino. Io do te manovalanza. Mio mestiere rubo bambini. Ogni sette bambini dai me un diamante. Tu li fai lavorare o fai quel che vuoi basta che paghi me in diamanti. Se tu non paga io taglio te gola”.
Alla miniera ormai lavoravano già quarantacinque bambini.

Siamo figli e nipoti di minatori, quasi tutti. Ma non sappiamo nulla sulla miniera. Mio nonno era un minatore, non l’ho mai conosciuto: è morto di silicosi prima che io nascessi.
Non sappiamo niente. Volevamo fare un lavoro sulla miniera e non sappiamo niente. Allora ci siamo inventati tutto. Le nostre non sono storie sulla miniera. Sono storie.

Pablo Escudero Malevič

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