nelle altre piscine

Fiamme

Vede il fumo salire dalla fine della strada. Viene dal lato dove abita lei. Potrebbe essere casa sua, ma non è ancora abbastanza vicina per dirlo. Gli alberi le coprono la visuale.

Mentre si avvicina l’odore la riporta all’estate in cui aveva dieci anni, quando i bambini più grandi appiccavano falò dietro ai garage. Alcuni prendevano la rincorsa e saltavano sul fuoco, c’era chi cercava di impressionare gli altri fingendo di inciampare e rotolando a terra. Una volta un ragazzo corse a casa a prendere uno dei deodoranti di suo padre e tutti indietreggiarono e guardarono mentre lo lanciava nel mucchio, coprendosi la faccia durante l’esplosione, ed esultando a scampato pericolo.
Di tanto in tanto un altro ragazzo andava al negozio all’angolo e rubava del bacon così che tutti potessero infilzarlo sui bastoncini e grigliarlo sul fuoco. Le piace ancora il bacon cotto così: bruciacchiato e duro. Quando tornava a casa la mamma sentiva sempre su di lei l’odore del fumo e la faceva spogliare in cucina per poi buttare i suoi vestiti in lavatrice.

Adesso un’autopompa le sfreccia accanto e si ferma davanti alla casa in fiamme, subito seguita da un’altra. Lei smette di camminare prima di avvicinarsi troppo. Non è sicura di volerlo sapere.
I pompieri saltano giù e si mettono al lavoro. I vicini sono tutti intorno, cercando di vedere cosa succede. Braccia conserte, teste che scuotono, una morbosa curiosità mascherata da pietà.
Lei infila una mano nella borsa e tira fuori una sigaretta. Quando aveva quattordici anni sua madre ne trovò un pacchetto sotto il letto durante le pulizie settimanali. La costrinse a fumare le restanti dodici dopo la scuola, una dopo l’altra. La mamma annuiva soddisfatta tra i colpi di tosse e le lacrime. L’unica cosa che imparò fu trovare un nascondiglio migliore.
Dopo la fine del suo matrimonio, finì per vivere accanto alla mamma. Nella loro cittadina era l’unico posto disponibile con così poco preavviso. Nessuna delle due ne va pazza. A volte non parlano per mesi.
Si gira e torna indietro da dove è venuta, facendo cadere la cenere a terra. Il danno è già stato fatto, pensa. Sapere può aspettare ancora un po’.

Spencer Chou

traduzione di Andrea Gatti

 

racconto originale su Cheap Pop

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