3cento

Anatomia di un grande romanzo familiare

Inizio in medias res. Descrizione della coppia, descrizione della stanza. Introduzione, attraverso piccoli dettagli celati nell’ambientazione (es: gestualità), del complesso, forse tormentato, rapporto tra i due. Spostamento del focus su una figura estranea, un notaio. Riferimento non-troppo-vago-ma-abbastanza-da-lasciare-aperta-ogni-possibilità a una qualche eredità. Descrizione del nervosismo di lui, che apre una finestra e inizia a fumare. Panoramica sulla città, descrizione di un quartiere notoriamente agiato, analessi su come ci sono arrivati, su come la loro vita sia sempre stata legata all’agiatezza di quel quartiere, ai soldi di quell’eredità, ai soldi in generale. Stacco. Viaggio in macchina sulla strada del ritorno, dialogo tra i due. Litigio stupido, utile a caratterizzare i personaggi, unito a stasi spazio-temporale per inserire altre analessi. Fine del primo capitolo dell’ennesimo romanzo su una coppia distrutta, forse una famiglia distrutta.
Inserire sufficienti riferimenti all’attualità per presentare l’opera come ritratto di un’epoca. Aggiungere, attraverso accadimenti luttuosi come incidenti, funerali, eccetera, riflessioni sulla vita. Prosa scarna, dimessa. Misura consigliata: cinque, seicento pagine.

Michelangelo Franchini

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